DISPLASIA CONGENITA DELL'ANCA (DCA)

La Displasia Congenita dell’Anca (DCA) è caratterizzata da uno sviluppo fetale alterato dei rapporti articolari tra testa del femore (cartilaginea nel neonato) e la cavità acetabolare. Colpisce fino al 3% dei nati di razza caucasica, con netta prevalenza del sesso femminile. Può essere bilaterale fino al 40% dei casi.

Si tratta di una patologia evolutiva, classificata in Stadi secondo la classificazione ecografica di Graf.

Se non diagnosticata e correttamente trattata può essere evolutiva portando ad esiti invalidanti a carico dell’anca.

La diagnosi viene posta attraverso un esame ecografico, che deve essere eseguito entro i 3 mesi di vita.

Le forme più gravi presentano nei primi giorni di vita un’instabilità dell’anca colpita, cui consegue uno scatto patologico facilmente identificabile dal Medico. In questi casi, come nei casi di familiarità nota, è necessario eseguire l’ecografia in tempi brevi.

Lo screening ecografico ha permesso di diagnosticare precocemente la DCA diminuendo in maniera drastica le complicanze ad essa legata in età giovane-adulta.

Il trattamento di elezione è rappresentato dal divaricatore il quale, mantenendo l’anca flessa ed abdotta, consente una corretta maturazione dell’acetabolo. Ne esistono di diversi tipi, l’Ortopedico consiglia il più adatto in relazione alla gravità del quadro clinico-ecografico. Possiamo tranquillamente affermare che ai giorni nostri la prognosi della DCA è molto buona.

La forma più grave di DCA è la Lussazione Congenita dell’Anca (LCA) nella quale la testa del femore ha perso completamente i rapporti con l’acetabolo. Il trattamento di questa forma è di pertinenza esclusiva dell’Ortopedico, spesso necessità di trazioni a letto in regime di ricovero, confezionamento di gessi ed in alcuni casi ad intervento chirurgico.

Condividi: